Post

Visualizzazione dei post da 2026

1948 vs Oggi: Come abbiamo trasformato la Repubblica della Rappresentanza nel Fortino del Potere

Immagine
C’è un dato storico che oggi suona quasi come un racconto di fantascienza. Nelle prime elezioni politiche della Repubblica Italiana, il 18 aprile 1948, il Partito Sardo d’Azione ottenne un seggio alla Camera dei Deputati con 61.928 voti (pari allo 0,24% nazionale). Accanto ad esso, il Partito dei Contadini d’Italia conquistava il suo rappresentante con poco più di 90.000 voti, così come la PPST (i sudtirolesi) portava a Roma tre deputati grazie a 124.000 elettori. Non si trattava di un’anomalia, ma dell’applicazione pratica del principio fondante della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo , e ogni istanza reale del territorio, anche la più piccola o di nicchia, aveva il diritto di trovare voce nel Parlamento della neonata Repubblica. Oggi, a quasi un secolo di distanza, la situazione si è radicalmente ribaltata. L'illusione della democrazia moderna e la blindatura del Palazzo Mentre ci viene raccontato che la politica contemporanea è "moderna" e ...

Basta trucchi dei parlamentari: test d'ingresso per fare politica, spazio al civismo, voto ai detenuti e a Roma solo per rappresentare la propria regione.Il Commissariamento della Nazione: la scheda bianca come reset istituzionale e sfiducia elettorale per mancanza di rappresentanza.

Immagine
MANIFESTO DI UNA NUOVA POLITICA ITALIANA A cura del Professor Adriano La Femina Data di pubblicazione: 03 giugno 2026 INTRODUZIONE EDITORIALE: IL DIRITTO DI PAROLA, IL DOVERE CIVICO E IL VOTO NELL'ARTICOLO 48 Bisogna fare chiarezza su un punto solenne, per evitare che i professionisti della vecchia politica strumentalizzino il pensiero del nostro movimento: io non invito i cittadini all'astensionismo. Restare a casa il giorno delle elezioni è un atto passivo che fa il gioco del sistema, lasciando che una minoranza esigua decida per tutti. Al contrario, io invito con forza ogni singolo italiano — compresi i detenuti, che devono veder riconosciuto il loro sacrosanto diritto di voto — a compiere un dovere civico imprescindibile: recarsi alle urne. Tuttavia, l'invito che rivolgo al popolo è un invito alla mobilitazione e alla protesta attiva: recatevi alle urne e votate Scheda Bianca. Una denuncia formale davanti all'Unione Europea e alla Magistratura La scheda bianca no...